Perché partecipare ad un corso di Comunicazione espressiva e dizione.

Perché partecipare ad un corso di Comunicazione espressiva e dizione.Ci sono sufficienti 3 secondi per farci un’opinione delle persone che incontriamo, gli stessi che utilizzeranno gli altri per farsi un’idea di chi siamo.

La comunicazione verbale, quindi la nostra voce è il nostro primo strumento per comunicare con gli altri. La voce quindi influisce in modo preponderante in molte aree della nostra vita: 

  • Nei tuoi rapporti interpersonali
  • Nei tuoi rapporti professionali, di qualsiasi tipo essi siano.
  • Di conseguenza nel rapporto con te stesso, attraverso la fiducia e autostima

Quando ci affacciamo in una nuova realtà, non c’è una seconda possibilità per fare una buona prima impressione.

 E poiché la tua Voce ti rappresenta non puoi sottovalutare l’importanza della Voce, della Dizione ed Capacità Espressiva.

 Per migliorare la propria capacita comunicativa ed espressiva è necessario comprendere che  la voce è composta da diversi elementi espressivi, che sono: 

  • Volume: intensità del suono prodotto
  • Tono: nota musicale suonata con la voce
  • Tempo: velocità – o lentezza – con cui si parla
  • Ritmo: quali e quante pause si eseguono
  • Mordente: grado di articolazione e ‘vibrazione’
  • Colore: sentimento e intenzionalità da trasmettere

Partecipando ad un corso di Dizione, puoi imparare che:

  • Chiunque può modificare la sua voce
  • La respirazione è la base per un buon utilizzo della voce
  • Aprire e muovere bene la bocca è necessario per avere una buona articolazione e farsi capire bene dagli altri
  • Esiste una grande differenza tra pensare di pronunciare bene una parola e saperla effettivamente pronunciare
  • Ogni vocale e ogni sillaba ha la sua importanza e dignità e va pronunciata correttamente
  • Una corretta pronuncia delle parole, una corretta prosodia, e il controllo degli elementi espressivi della voce elimina le cadenze dialettali e dona più fascino, più cultura e più credibilità

Già solo l’acquisizione di consapevolezza dei contenuti appena letti ti permetterà di darti la possibilità di migliorare la tua vita.

Ma se desideri FARE QUALCOSA DI PIÙ ci sono alcuni Consigli per lo studio della Dizione da seguire:

  • Affina il tuo orecchio, ascolta come gli attori pronunciano correttamente.
  • Fai gli esercizi e leggi ad alta voce
  • Registrati
  • Parla, come puoi, sempre in dizione
  • Accetta il fatto che all’inizio le persone che ti conoscono diranno… “ma come parli????” … Passerà!!!
  • Non mollare

Vi saluto augurandovi di raggiungere quella capacità espressiva a cui aspirate.

LEZIONE DI PROVA del corso COMUNICAZIONE ESPRESSIVA-DIZIONE

corso COMUNICAZIONE ESPRESSIVA-DIZIONE

L’Associazione Culturale  Fantalica
è lieta di proporre una

LEZIONE DI PROVA GRATUITA di
comunicazione espressiva:
LA DIZIONE

MERCOLEDÌ 7 NOVEMBRE
ore 19.00

presso la sede
dell’Associazione Culturale Fantalica
via G.Grandenigo 10, PD

Nuovo appuntamento sul tema della COMUNICAZIONE interpersonale.

Proseguono i laboratori di COMUNICAZIONE – con il

corso COMUNICAZIONE ESPRESSIVA-DIZIONE

Presso l’associazione Fantalica sotto la guida del docente Michele Silvestrin e con il supporto di Massimo Saresin.
Per chi sente che la sua Voce sia uno strumento comunicativo che lo rappresenti, non può sottovalutare l’importanza della Dizione e della capacità Espressiva nella sua comunicazione.
Se sei curioso di sapere come poter migliorare la tua dizione ed espressione puoi partecipare alla LEZIONE DI PROVA GRATUITA. Clicca qui per prenotarti.

Dizione…ma come la studio?

Dizione…ma come la studio?

Perché mai dovremmo frequentare un corso di dizione?
Ogni persona che si approccia a questa materia lo fa senz’altro con un buon motivo, chiaro, in testa.
Eppure uno dei motivi principe, che lega tutti gli altri a se, è il fatto che da soli non sapremmo risolvere molti dei dubbi che abbiamo in materia.

Però attenzione, diciamoci la franca verità, frequentare un corso non basta: nell’apprendere la dizione lo studio individuale ha un ruolo insostituibile.
E’ tutta una questione di memoria e di riuscire a crearne una sorta di quotidianità e stile di vita.

Ecco qualche consiglio per capire quali sono le varie tecniche che ci possono facilitare lo studio.

Tieni un quaderno personale
Un grande aiuto è annotarsi tutte le parole che sbagliamo più frequentemente.
L’Italia è una terra dai tanti dialetti e i manuali di dizione sono fatti per tutti gli italiani: troverete sicuramente parole che già pronunciate correttamente.
Un aiuto può essere quello di concentrarsi sugli errori: annotate solo le parole che avete veramente bisogno di ricordare.

Scrivere a mano aiuta la memoria e, inoltre, veder scritte le parole da imparare vi aiuterà a ridimensionare il carico di lavoro: non sono infinite, stanno in un numero limitato di pagine.

Fai tesoro di quelle poche regole che ci sono
Come nella vita, anche nella dizione italiana ci sono ben poche certezze.
Quindi è meglio aggrapparcisi forte.
Le regole senza eccezioni (o con poche eccezioni) sono poche, ma una volta imparate avrete comunque fatto un grande passo in avanti.

Memorizza delle frasi fatte
Come dicevamo prima per memorizzare al meglio qualcosa bisogna far rientrare il tutto nel nostro quotidiano. Non disperate! Pensate a una frase di uso comune che contenga la parola che dovete studiare e ripetetela finché non “suonerà bene” al vostro orecchio.

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Ascolta chi parla correttamente
Quando guardi un film doppiato, presta attenzione a come parlano i doppiatori e i vari personaggi. Perfino la pubblicità è utile!
Serve innanzitutto come ripasso di quello che hai studiato, ma anche per farti venire degli utili dubbi: se senti una parola pronunciata in modo diverso da come la ricordavi, controllala!
Ma attenzione: anche i doppiatori e gli speaker sono umani e qualche errore può scappare! Non prendete tutto alla lettera ma ponetevi sempre delle domande.

Presta attenzione quando parli e quando leggi
Parlare in dizione corretta nella vita reale non è mai cosa semplice!
Bisogna sempre prepararsi alle facce perplesse di chi ci circonda quando pronunciamo una parola in un ambiente diverso. Spesso la pronuncia corretta di alcune parole suona veramente strana a chi non è abituato, quindi è normale che possa suscitare perplessità.
Risulta davvero difficile mantenere sempre la corretta pronuncia mentre si parla con un conterraneo.
A tutto però c’è rimedio: possiamo mantenere le nostre radici linguistiche ma basta esserne consapevoli. Teniamoci pure la cadenza veneta, le E aperte e nel tè continuiamo a mettere lo ds-ucchero invece che lo ts-ucchero. Ma almeno sbagliamo consapevolmente, presto attenzione a anche agli sbagli che sappiamo esser tali!

Mentre leggiamo, invece, tutto può risultare un po’ più semplice.
Se incontrate una parola di cui non siete sicuri, controllate la dizione corretta, così avrete l’occasione di imparare anche le parole meno frequenti. Vivetelo come un gioco, come una continua scoperta e tutto prenderà un sapore diverso

Chi è José Saramago?

Chi è José Saramago?

 

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José Saramago, un autore che i nostri corsisti di Dizione Moderna stanno impartando a conoscere durante le ore di lezione.
Ma scopriamo insieme chi era e perchè fu un importante autore, non solo in Portogallo, ma anche a livello mondiale.

BIOGRAFIA
José de Sousa Saramago naque ad Azinhaga, Portogallo, il 16 novembre 1922.
Proviene da una famiglia di braccianti e si trasferì a Lisbona in giovane età.
Dopo la morte del fratello abbandonò gli studi universitari per difficoltà economiche:  da allora si mantenne con i lavori più diversi: disegnatore, correttore di bozze, traduttore, giornalista, fino a lavorare per dodici anni come direttore letterario.
Il suo primo romanzo, “Terra del peccato”, del 1947, non ebbe grande successo in Portogallo.

Ateo, negli anni ‘60, divenne uno dei critici più seguiti del Paese.
Nel ’66 pubblicò la sua prima raccolta di poesie “I poemi possibili”.

Da qui, Saramago visse un periodo di formazione e pubblicò poesie.
Con “Memoriale del convento” (1982) ottenne finalmente grande successo.
Si trasferì alle Canarie dopo la rottura con il suo paese…quest’ultimo, per contro, si rifiutò di presentare a un premio letterario un suo libro.
Nel 1998, gli è stato conferito il Nobel per la letteratura.
Muore il 18 giugno 2010 a Lanzarote.

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STILE
Saramago narra eventi da prospettive insolite.
Alcune sue opere potrebbero essere allegoriche: scrive frasi lunghe, usando la punteggiatura in modo anticonvenzionale.
Non usa le virgolette per delimitare i dialoghi, non segna le domande col punto interrogativo, usa la virgola al posto del punto.

Molte delle sue opere, come ”Cecità”, ”Saggio sulla lucidità” e ”Le intermittenze della morte” iniziano con un avvenimento inaspettato, surreale o impossibile, in un luogo imprecisato. Da questo avvenimento scaturisce una storia complessa, occasione per studiare le forme del comportamento e del pensiero umano.

I protagonisti (spesso senza nomi) cercano con le loro forze di uscire dalla situazione che si è creata.
Frequente è l’utilizzo dell’ironia e le critiche verso i protagonisti.
Non ci sono eroi, ma semplicemente uomini.
Non manca la compassione dello scrittore per essi.